Come Andrea Baldini è approdato in Breed Reply

Il primo appuntamento di Go to Silicon Valley Virtually, format di eventi di Rinascita Digitale in collaborazione con Silicon Valley Study Tour, è con Andrea Baldini, Senior Investment Manager in Breed Reply, società che investe e supporta startup early stage specializzate in IoT (Internet of Things) in Europa e negli Stati Uniti.

Ad accompagnarlo nel racconto della sua storia, Paolo Marenco, fondatore del Silicon Valley Study Tour. Un’avventura iniziata nel 2005 e che ancora oggi continua con lo scopo di far incontrare studenti, imprenditori e manager italiani con i connazionali nella Silicon Valley, che ha generato negli anni startup, incubatori e acceleratori in Italia dopo questa esperienza all’estero.

Ciò che accomuna i due è la curiosità di conoscere dei modelli avanzati di fare business e promuovere nuove idee.

L’esperienza lavorativa di Andrea Baldini è fatta di tre fasi importanti, che come lui stesso dice, assomigliano alle tappe del viaggio dell’eroe, teorizzato da Joseph Campbell e alla base di molti testi narrativi, che raccontano la storia un protagonista, che parte per conquistare nuovi territori superando sfide e pericoli per poi rientrare nel suo mondo di partenza trasformato.

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La prima fase della sua vita è caratterizzata dal conseguimento della Laurea in Ingegneria Informatica con il massimo dei voti nel 2000. Nello stesso anno completa un Master alla University of Illinois a Chicago in Electrical Engeneering e Computer Science e nel 2001 inizia il dottorato di ricerca con l’intenzione di diventare professore. Si reca due volte negli Stati Uniti, prima del crollo delle Torri Gemelle, anni in cui si respira una grande euforia, il boom di Internet e la crescita economica e dopo l’11 settembre in un periodo invece complicato, di crisi.

Nel frattempo termina il dottorato di ricerca nel 2004 (con una dissertazione su “Increasing dependability of complex heterogeneous systems: from high-level system testing to dependable autonomic computing via mobile agents”) ma abbandona l’idea di intraprendere la carriera accademica in Italia e rimane in America alla ricerca di nuove opportunità.

E’ qui che avviene un incontro importante: il mentore si chiama Silvano Gai. Professore di Computer Engeneering, già incontrato all’Università di Torino, lo contatta per una posizione in Cisco. Inizia così come stagista per un anno e ci rimane fino al 2010. Mette a frutto tutte le sue idee di business, sviluppa software, brevetti e analisi tecniche. Questi sono i suoi oggetti magici.

Cisco nel frattempo si espande con nuove acquisizioni e inizia la sua escalation fino a diventare leader mondiale nei settori del networking e dell’IT ma nonostante ciò, Andrea lascia la società incuriosito da altre avventure.

Decide di fare un MBA con INSEAD (The Business School for the World) che lo porta prima a Singapore e poi a Parigi. Vuole capire dove vivere. Viaggia per tutta l’Asia. Fa uno stage in Germania in un’azienda tedesca ma di stampo americano e ritorna negli Stati Uniti a Chicago e gli ultimi due mesi in Francia per poi approdare di nuovo in Italia.

Intuisce la mancanza di libertà a Singapore, una città densa di expat, molto stratificata e consumistica in cui per emergere è necessario farsi una rete di contatti sia occidentali che orientali e la difficoltà – invece – di creare relazioni profonde nella società americana, fortemente competitiva, dove per vivere bene si ha bisogno di standard economici molto elevati.

E’ sempre più attratto dal mondo delle start-up e dalle Earlybird Venture Capital e vuole costruire qualcosa nell’IoT e nel 2014 approda in Breed Reply. Ciò che lo entusiasma del mondo delle start-up è la vitalità,  la tecnologia avanzata, sostiene che esse ‘sono la parte più viva dell’ecosistema’ e – se il loro prodotto è di qualità – sono destinate a svilupparsi. Creare una start-up è una ‘vocazione’ e ci si deve dedicare tutto il tempo necessario e il suo successo è un’unione tra il team, il prodotto e il mercato. Nelle grandi aziende spesso si lavora per compartimenti e i compiti sono parcellizzati; in una start up è più probabile vedere e seguire tutto il processo soprattutto nella sua esperienza personale di lavoro con i consigli di amministrazione.

Ma per investire nella giusta start-up ci vuole anche l’’intuizione’.

Un’intuizione che in Andrea Baldini è maturata attraverso un percorso, come abbiamo osservato, molto lungo, complesso, fatto di studio, esperienza diretta, viaggi, relazioni e soprattutto di consapevolezza.

Perché alla fine ciò che conta è quello che si desidera davvero realizzare nella vita e buttarcisi.

 

Contributo a cura di Anna Caccia

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