Cronache dalla terra di mezzo | Rinascita Digitale

Cronache dalla terra di mezzo

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L’estate si candida a diventare un ricordo e l’autunno è arrivato senza presentarsi. Siamo tornati a seguire i numeri, con il fiato un po’ meno affannoso, ma con l’incertezza di non sapere che nome dare a ciò che sarà.

In questo momento ci sentiamo nuovamente alla finestra, a guardare ciò che passa e a scrutare l’orizzonte per interpretare ciò che arriva. Non intoniamo canzoni, stavolta, ma ci facciamo domande.

Anche noi di Rinascita Digitale siamo tornati davanti allo schermo con un ciuffo disordinato di interrogativi. A tenerli insieme, però, alcune certezze che i mesi scorsi ci hanno lasciato. Vi va di condividerle insieme?

  1. Non si torna indietro

    Siamo nella terra di mezzo, è vero. Ma non perché dobbiamo decidere se avanzare o retrocedere; piuttosto dobbiamo capire dove andare e come farlo. Non si torna indietro: alle vecchie abitudini, ad una somma algebrica che è sempre perfetta, alla routine che crede a sé stessa. Abbiamo sperimentato l’imprevisto, in tutte le sue sfumature: esso fa parte della nostra vita e come tale lo mettiamo tra le componenti con cui dialogare per partecipare agli sviluppi futuri.

  2. Il futuro è un romanzo a più mani

    Tra le eredità più significative della pandemia c’è la visione di una cultura collaborativa che non è solo uno sforzo etico. Crediamo che la condivisione e la partecipazione siano uno strumento di innovazione sociale: abbiamo sperimentato come ogni settore possa progredire attraverso la partecipazione della persona ad un destino comune.

  3. La persona al centro è molto più che il cliente al centro

    Il web non è solo luogo di intrattenimento e conversioni: è anzitutto luogo di relazione e di possibilità. Noi abbiamo scelto questa prospettiva per fondare un progetto che parla di Rinascita e che parte dalla persona per arrivare a tutti i settori della società. Crediamo che se la persona evolve, evolve la società.

  4. Cambiamento non fa rima solo con “imprevisto”, ma anche con “serendipity”

    Conoscete questa parola? Indica la capacità/possibilità di fare scoperte felici in maniera inattesa e casuale. Noi crediamo che le scoperte felici accadono più spesso se ci predisponiamo al cambiamento, se rinunciamo alla rigidità per cedere nuovi spazi all’agilità: di pensiero, di visioni, di orizzonti. Il cambiamento non è solo un traguardo: è anche un flusso dentro cui immettersi per andare. E la curiosità, la formazione continua e lo scambio di punti di vista è il biglietto più prezioso per invitare la serendipity a farci visita.

“Camminando non c’è modo per andare. Che non sia di camminare”. (Vinicio Capossela)

Noi ci rimettiamo in cammino, verso nuove tappe di questa terra di mezzo. Ci fate compagnia?

 

A cura di Stefano Saladino

% Commenti (5)

Ciao Stefano e ben ritrovato dopo la pausa estiva…dopo averti fatto i complimenti per l’Iniziativa Rinascita, riprendo molto volentieri a seguirti nelle tue iniziative….é vero siamo senz’altro in cammino verso una realtà che non conosciamo ma che stará a noi forgiare nella consapevolezza che nulla é statico e tutto ( o quasi) é possibile se lo si immagina e lo si persegue…certo la sfida é concepire il futuro con al centro la persona: diritti ( vecchi e nuovi), doveri, formazione, bisogni e aspirazioni. Non siamo tutti uguali ma ciascuno può e deve contribuire allo sviluppo sociale della comunità. Ognuno a suo ritmo, ognuno come può secondo le proprie propensioni e i propri talenti in una nuova e finalmente funzionante – si auspica- sinergia pubblico/privato. Tu sei senz’altro un bellissimo esempio di mente al servizio della comunità! Grazie!

Ciao Stefano, sì certo ci sarà ancora la mia compagnia. Che comincio a testimoniare con “un ciuffo disordinato” di suggestioni che mi hai stimolato. E che sono poi il motivo per cui ti sono immensamente grato per la tua/vostra attività. Seguo i tuoi punti: 1) Non si torna indietro, sempre decisi a contrastare la focalizzazione a breve termine e la mentalità a compartimenti stagni; 2) Il futuro è un romanzo a più mani, che deve avere valori fondamentali ma anche valori aspirazionali di “Rinascita”; 3) La persona al centro è molto più che il cliente al centro, oggi più che mai abbiamo bisogno di interagire, creare storie e significati comuni, così che la conoscenza venga generata e trasformata in conversazioni di utilità diffusa; 4) abbracciare sfide adattive, che ci permettono di evolvere richiede che ognuno di noi sviluppi una mentalità completamente nuova e nuovi modi di apprendimento. In tutti questi 4 punti vi trovo lodevoli e unici. Grazie. Un caro saluto.

Buongiorno Stefano, dopo il percorso dettato dalla RESILIENZA, ora ho deciso di continuare la mia formazione, più preparato grazie al vostro grande lavoro che ho seguito da Aprile. Sono sicuro che raccoglieremo i frutti Aggiungo le parole NON C”È PIÙ TEMPO , AZIONE.

Propongo di partecipare alla costituzione di gruppi di lavoro per la valorizzazione dei territori:
– collegamento con la conferenza fatta da me in Rinascita Digitale sul manuale OCSE
– diffusione della documentazione su Cina 1) documento via della seta di Xi Jinping 2) elenco 15 gemellaggi (disponibile)
– utilizzo del Patto per l’Export per avviare iniziative verso Cina schema finanziamenti già predisposto e disponibile

Non sono sicuro che questa narrazione del cambiamento della società legato al COVID sia coerente con la realtà. Siamo sicuri che la gente voglia veramente cambiare? Parlo della massa, di chi non si sofferma a ragionare sui massimi sistemi ma vive in una quotidianità pressapoco fatta delle medesime routine.
La fase estiva di questa emergenza mi par dimostrare che la gente ricerca la vecchia normalità, le vecchie insane (per il Covid) abitudini.
Sicchè, se un’elite di pensatori vuole proporre nuove idee e tendenze, pur con tutte le buone intenzioni, non farà altro che considerare la massa ancora una volta quale consumatore, in questo caso consumatore di una nuova idea. Vale oggi come è valso negli ultimi decenni per i vari cambiamenti tecnologici e non succedutesi. La gente cambia in risposta, come un gregge.
Quindi cambiamento e persona come non cliente mi sembrano quasi antitetiche. Io magari voglio scegliere di non cambiare, perchè l’idea prospettata di futuro non mi piace.

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