Dalla fiducia nasce il cambiamento: il coaching come strumento

Dalla fiducia nasce il cambiamento: il coaching come strumento per riscoprire i propri talenti

Dalla fiducia nasce il cambiamento il coaching come strumento per riscoprire i propri talenti rinascita digitale
Vi anticipiamo insieme a Marzia Iori, Local Ambassador ICF Emilia-Romagna, alcuni dei temi chiavi delle giornate dedicate al coaching che ospiteremo a settembre sulla nostra piattaforma.

Evolversi è una fatica, farlo in una relazione con qualcun altro può essere uno dei terreni più faticosi (e scivolosi) su cui camminare. La chiave per il successo è soprattutto una: la fiducia in sé stessi, anzitutto, e nella relazione, poi.

Parte da qui la visione del coaching, settore professionale a cui Rinascita Digitale dedicherà il mese di settembre con delle giornate di confronto e approfondimento.

Coaching 5D sarà proprio questo: una panoramica dentro il mondo del coaching, nelle sue differenti sfaccettature dedicate alla crescita personale e al business.

“Il coaching- spiega Marzia Iori- Local Ambassador ICF Emilia Romagna (International Coaching Federation, l’associazione internazionale che rilascia ai coach credenziali simbolo di qualità e competenza) è anzitutto una relazione tra due persone: una deve raggiungere degli obiettivi di qualunque genere, personali o professionali, l’altra la aiuta a raggiungere la meta nel minor tempo possibile attraverso domande e feedback. La peculiarità del coaching, rispetto ad altre relazioni di aiuto come il counseling o la psicoterapia, è il punto di partenza: il coach è sinceramente convinto che ogni essere umano abbia delle potenzialità latenti o non consapevoli che può aiutare ad emergere e che possono cambiare il corso delle cose”.

Una visione importante in un momento in cui la fiducia non è solo al centro dei percorsi personali, ma è invocata da più parti come la nuova moneta corrente di mercato.

Il coach diventa in questo caso una figura centrale nel ribaltare la visione del proprio percorso: ”Il coach – dice Iori – serve ad aumentare consapevolezza sugli strumenti che ogni individuo ha e non sta utilizzando; alla base c’è la necessità di conoscersi meglio e di fare emergere consapevolezza nell’interlocutore, che grazie a questo percorso svilupperà anche una migliore capacità di usare i propri talenti. Troppe volte infatti siamo prigionieri di schemi mentali, che ci condizionano fortemente: il grande valore del coaching è appunto quello di scardinarli e fare venire alla luce le qualità che ognuno ha”.

L’empowerment è un concetto chiave di questa visione, non più riservato solo a chi ha già obiettivi chiari e determinazione, ma una possibilità che è concessa a tutti coloro che vogliono mettersi in viaggio.

Una risorsa ancora più preziosa in questi momenti di grande incertezza e fluidità, come sottolinea Marzia Iori: ”Abbiamo subito una grande accelerazione negli ultimi mesi verso il cambiamento. Siamo chiamati a imparare nuove competenze nel minore tempo possibile. Le aziende cominciano a chiedersi se la formazione in aula sia sufficiente o se sia meglio un lavoro one-to-one o in team in modo da consentire alle proprie risorse di fare un lavoro personale per sviluppare le nuove competenze richieste. Il coach aiuta la persona o il gruppo a sviluppare le proprie capacità attraverso il proprio stile di apprendimento”.

Un concetto di cambiamento ed empowerment tailor-made, che fa leva sulla motivazione ad apprendere e che punta a valorizzare il capitale umano.

“Si parla sempre più di intelligenza artificiale – conclude Marzia Iori-, sappiamo che alcune professioni sono destinate a scomparire, ma che allo stesso tempo le soft skills acquisiscono sempre più importanza. In questo senso sviluppare una relazione di coaching aiuta a migliorare la qualità del capitale umano non solo nelle competenze, ma nella capacità di trovare le risorse al proprio interno con un lavoro di scavo e di consapevolezza che parte dal presente e guarda al futuro. Il coaching, a differenza della psicoterapia, non esplora il passato, ma ha una visione dinamica che permette di raggiungere risultati efficaci nel minor tempo possibile”.

Per l’individuo i temi cardine affrontati dal coaching sono quelli della gestione delle proprie emozioni, della resistenza al cambiamento, dell’equilibrio tra tempo per la famiglia e tempo per il lavoro.

Il percorso, sia per le persone che per i team, passa da sette competenze: creazione di un contratto chiaro con il cliente, creazione di fiducia, presenza, ascolto, domande potenti, consapevolezza e piano di azione.

Dal 9 settembre al 7 ottobre, per due giornate a settimana, i temi del coaching saranno affrontati con un focus sulle cinque dimensioni dell’esistenza: business, executive, life, art e career coaching, con una giornata dedicata all’ICF e alla sua funzione.

Diciotto incontri, di un’ora ciascuno, che rappresentano la possibilità per tutti di scoprire questa prospettiva e di farne una risorsa nella propria vita: se volete partecipare, iscrivetevi.

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