Hai raggiunto la tua realizzazione professionale?

Lavoriamo per vivere o viviamo per lavorare? Tutti pensiamo che la risposta giusta sia la prima. Ma come si fa a raggiungere la felicità e la realizzazione professionale?

Il backstage della soddisfazione lavorativa

Un posto di lavoro vicino casa, dei colleghi ed un capo simpatici, una buona retribuzione. Sono dei fattori di comfort, quasi dei piccoli traguardi professionali, ma bastano per raggiungere la piena soddisfazione lavorativa?

Raggiungere la soddisfazione e, ancor di più, la realizzazione professionale vuol dire aggiungere un tassello in più.

Il comfort non è sufficiente: per essere soddisfatti e intrinsecamente motivati, dobbiamo percepire che il nostro lavoro genera un impatto positivo e ci rende felici.

Felici, ad esempio, perché svolgiamo un lavoro coerente con il nostro profilo, perché siamo considerati come persone e non “dipendenti” e perché i nostri punti di forza vengono valorizzati.

Conoscere la nostra complessità per far emergere il valore

Essere soddisfatti vuol dire quindi svolgere il lavoro “giusto per noi”.  Come si fa a trovarlo?
Non è un percorso semplice, ma semplificabile con gli strumenti giusti.

Due di questi strumenti chiave sono:

  • L’apprendimento: tenersi (in)formati è una responsabilità
    Credere di non dover mai smettere di imparare è un mindset chiave per risultare “occupabili” nel settore in cui desideriamo entrare.
    Inoltre la conoscenza aiuta a semplificare qualsiasi processo, quindi è bene alimentare la propria curiosità e integrare continuamente le proprie competenze.
  • la consapevolezza di sé: se impariamo a conoscerci, se comprendiamo qual è il nostro valore distintivo abbiamo una marcia in più. L’uomo è un sistema complesso, che non si riduce solo ad un elenco di competenze o esperienze. Quindi superiamo la paura e cominciamo a esplorare la nostra complessità. Perché conoscerla e comprenderla significa restituire agli altri un’immagine chiara e “semplice” della nostra persona, che racconti chiaramente come, dove e perché saremmo spendibili. Organizzare la complessità è il punto di partenza del percorso verso la realizzazione professionale e non solo.
„Simplicity is about subtracting the obvious and adding the meaningful.“ John Maeda

I benefici della consapevolezza

Concretamente cosa vuol dire essere consapevoli della nostra persona?

Nel mondo del lavoro vuol dire avere la capacità di presentarsi in modo efficace durante un colloquio, facendo risaltare i nostri punti di forza.
Vuol dire scrivere un CV che catturi l’attenzione e racconti la nostra persona in modo originale, tanto da spingere un recruiter a richiamarci subito.

Essere consapevoli di sé vuol dire conoscere la propria diversità e farne tesoro.

Ma anche le aziende hanno dei buoni motivi per lavorare in materia di consapevolezza.

Cosa vuol dire una cultura aziendale improntata alla consapevolezza e all’analisi della complessità?

Significa gestione efficace delle crisi, valorizzazione delle persone, ascolto attivo e creazione di una rete di collaboratori che, soddisfatti, operano come brand ambassadors di valore.

Giulia D’Innocenti
Content Creator Rinascita Digitale

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