La scrittura come espressione di creatività

Cari Doers,

Volevo davvero che questo editoriale fosse una lettera intima, così l’ho scritto a mano, con vera carta e penna.

E’ vero, la potenza del digitale mi permette di raggiungere tutti voi, ma per farvi sentire la mia vicinanza, il mio abbraccio e restituirvi davvero una parte fondamentale di me, avevo bisogno di scrivervi una lettera, così come si faceva prima dell’invenzione dei social e delle email.

Io sono una Doer. Mi chiamo Roberta Montagnoli e nella vita scrivo per passione e per lavoro, per me stessa e per gli altri.

Oggi, in questo spazio, vi confesso che cos’è per me la creatività e come Rinascita Digitale sia un continuo stimolo per alimentarla.

Buona lettura.

Con le mani

Era l’estate del 1987 e sulle spiagge romagnole la radio passava ogni due per tre “Con le Mani” di Zucchero.

Io avevo solo 2 anni – ora non iniziate a fare calcoli sulla mia età – ancora non scrivevo, ma con le mie paffute manine davo già il meglio di me. Dai “disegni” sui muri – son pur sempre figlia di un artista eh – al lancio del giocattolo che, guarda caso era sempre selezionato tra i peluche preferiti di mia sorella, insomma io con le mani andavo alla scoperta del mondo. Un mondo stupendo, ricco di colori, risate e amore.

Un mondo che cambiò improvvisamente il giorno in cui presi in mano la prima penna stilografica.

“La scrittura è la pittura della voce”

Voltaire

L'inizio del mio amore per la scrittura

Fu amore a prima cartuccia, miei cari Doers!

Un amore di quelli che ti ricordi. Travagliato ed epico alla Romeo e Giulietta con le lotte quotidiane pennino/cancellino, romantico e travolgente alla 50 Sfumature di… inchiostro su qualsiasi tipologia di superficie che: Mr. Grey levate proprio! In una parola: indimenticabile!

Vi state chiedendo perché? Beh, Doers volete mettere il fascino di una lettera scritta a mano su carta di Amalfi, imbustata e chiusa con la ceralacca, in confronto a una fredda email che magari vi finisce pure in spam??!?? Insomma, altroché “Maria chiudi la busta!”

Scrittura: libertà e creatività

Estetica e romanticismo a parte, quello che mi lega personalmente alla penna è qualcosa di molto più intimo, come se fosse un’estensione di me.

Attraverso la scrittura io mi libero, mi racconto, in un modo che a voce non sarebbe per me possibile. Perché è quando metto nero, o rosa, su bianco che la magia si crea. (Tranquilli, per la lista della spesa ci metto meno enfasi…).

Vi dicevo, è quando scrivo che tutto diventa più nitido, più lucido. I pensieri affollati trovano ordine e la mente pace. Perché quando si è di fronte a un foglio bianco, si è da soli con sé stessi. Ci si deve mettere a nudo per iniziare a buttar giù qualcosa. Esattamente come sto facendo con voi oggi, mostrandovi qualcosa di me che fino a poco tempo fa avevo tenuto riservato a pochi intimi. Ma noi siamo una famiglia e… so che con voi posso mostrarmi per quella che sono.

“L’ ordine alfabetico è qualcosa di sorprendente. Le cose più incoerenti e caotiche sembrano essere ordinate nel modo più perfetto”

Remco Campert

Scrivo dunque rinasco

In fondo dietro ogni contenuto che creo, che creiamo, si cela una parte di noi.

Ogni parola, ogni immagine che proponiamo è una scelta. Pensata, immediata, voluta. Creativa. Spontanea. Questa è la forza che spinge a cercare una risposta a una nuova situazione, o una nuova soluzione a un vecchio quesito. Questa è la vera sfida quotidiana. Questa è la vera Rinascita. E sì, perché qui di rinascita si parla. Scrivere a mano è catartico cari Doers, e non solo per me che lavoro nel mondo della comunicazione e della creatività, ma per tutti noi!

Osare con la creatività

Non ci credete? Allora, staccate tutto e provateci! A scrivere, disegnare, scarabocchiare – intendo – e lasciatevi trasportare.

Create come se non doveste render conto a nessuno, esprimete la vostra vera natura. La vostra spontanea creatività. Basta seguire tracciati ingessati e stereotipati! OSIAMO! Siamo una generazione coraggiosissima!

E allora… rompiamo le righe! ANDIAMO FUORI DALLE RIGHE! Iniziamo a riscrivere il futuro. Iniziamo a lasciare il segno. Il nostro. Da qui. Da questo punto. Siete pronti? Let’s DO (er) it!

E ora tocca a voi!

In che modo esprimete la vostra creatività?

Fatecelo sapere nei commenti qui sotto o postando una foto dei vostri “capolavori” sui profili social. Ricordatevi di taggare Rinascita Digitale.

Roberta Montagnoli,
Creative Communication Strategist

% Commenti (6)

Scrivere a mano è anche un modo migliore per cementare i pensieri e i concetti nella mente. Ci sono svariati studi che dimostrano l’importanza del gesto della scrittura a mano in confronto alla digitazione da tastiera.
E poi c’è tutta la tradizione della bella calligrafia, che in Cina diventa un’arte ed in occidente trovava la massima espressione negli amanuensi. Pur senza ricercare la massima espressione artistica, scrivere in bellos tile, graficamente e grammaticalmente, è oggi molto più importante perchè segna la distanza tra il sapere ed il saper solo cercare su internet.
Se poi vogliamo proprio digitare perchè ci viene comodo, almeno qualche trucco all’uso sapiente dei bei caratteri di stampa come illustrato dal Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni possiamo provarlo.

Ciao Fabio, grazie mille per questi spunti di riflessione. Concordo pienamente con te. L’atto della scrittura in sé, sia fisico che mentale, è un processo di elaborazione profonda, di realizzazione di qualcosa prima sconosciuto. è un atto forse magico.

Ciao Roberta, grazie per questo bellissimo scritto. Penso che tutto stia nella capacità di lasciarsi andare alla libertà. Non è forse questo il coraggio? Lasciare andare i freni e…scrivere! Bravissima 🙂

Ciao Davide,
grazie per il tuo commento. Sei anche tu un amante della scrittura, anzi del processo creativo di scrittura?

Bellissimo racconto. “La bella calligrafia”! Quanto ci tenevano a scuola allo scrivere bene ed in nodo corretto. Anche gli appunti dovevano essere ordinati, colorati e schematizzati. Dovevano apparire come il nostro cervello ed i nostri pensieri: Colorati e Creativi. Erano concessi disegni e le pagine dei quaderni dovevano avere gli angoli ” a piacere”. Cosa significa? Dovevano essere semplicemente belli, divertenti, colorati. Poi quando li riguardavi, ti ricordavi le emozioni, gli insegnamenti, le ispirazioni che avevi avuto. Grazie a Roberta Montagnoli

Ciao Simona, grazie a te. L’idea di Roberta è stata davvero geniale. Nella scrittura c’è sempre una parte artistica, non solo nei contenuti, ma proprio nella calligrafia che è un modo diverso di disegnare qualcosa. Io l’ho notato tantissimo imparando a scrivere in altre lingue che utilizzano un alfabeto diverso da quello latino, ad esempio l’arabo.

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