L’imperfezione nella scienza: la serendipità

Copertina Articolo Magazine Serendipità

A quanto sembra il nuovo presidente del consiglio Mario Draghi ha una visione politica molto coraggiosa e innovativa con un focus particolare sulla ricerca scientifica di base che punta all’eccellenza. Esiste a questo proposito un concetto molto interessante che è quello della serendipità scientifica. Com’è possibile accogliere l’imprevisto in qualcosa che deve essere perfetto per generare innovazione? Scopriamolo insieme.

“Non si era mai visto nulla di simile, un macchinario biochimico un po’ bizantino ma stupefacente [..]. Un capolavoro ingegneristico. Perfetto? Per nulla. Se lo fosse, non funzionerebbe”

Accogliere l'imperfezione per fare innovazione

“La serendipità è il sogno degli scienziati”. E’ quel fenomeno che accade quando i ricercatori stanno cercando qualcosa, si aspettano di trovare quel qualcosa, invece la Natura e le circostanze li sorprendono, guidandoli verso nuove scoperte. Il concetto di serendipità richiede agli scienziati un nuovo mindset che include flessibilità, apertura alle novità, entusiasmo per l’imprevisto e fiducia totale nella Natura. Al di là della definizione del termine che sfocia quasi nel romanticismo, per fare ricerca in questo modo è necessario avere il supporto della politica, ma non solo. E’ fondamentale che la politica ceda lo scettro della ricerca alla scienza, smettendo di essere la fonte che innesca o spegne l’innovazione.

Le categorie di serendipità all'interno della scienza

Il professore Telmo Pievani, docente ordinario presso l’Università d Padova, ci spiega che esistono diversi modi di accogliere l’errore all’interno della scienza, per poi produrre innovazione. Guardiamone insieme alcuni:

  1. interdisciplinare: scoprire qualcosa che non stai cercando, perchè te lo suggerisce un altro ricercatore che non appartiene al tuo ambito di studi. La creatività scientifica si gioca quindi sulla diversità, sull’eterogeneità del gruppo di ricerca.
  2. inatteso: soluzione accidentale di un problema che era rimasto irrisolto.
  3. libero: con un budget, il ricercatore è libero nella scoperta e produce una ricerca utile anche ad altri ambiti d’indagine.
  4. a posteriori: porsi la domanda a posteriori, trovando una soluzione del problema che era già stata data nel passato.

Per approfondire l’argomento, vai al video

Serendipity - Anche nella scienza

Esplorazione e creatività sinonimi di ricchezza

Finanziare la ricerca senza un obiettivo è bellissimo. Rimanere aperti all’esplorazione è bellissimo, ma…non è un progetto un po’ antieconomico? La risposta è sorprendentemente, no. La serendipità ha un risvolto di valore quantificato tre volte tanto. Ci sono dati su tantissimi Paesi  che lo dimostrano, basti pensare agli USA del secondo dopo guerra. Qui si investiva una somma che nel giro di soli 5 anni ritornava triplicata.  E’ necessario quindi fare un investimento libero e fiducioso sulle domande che i ricercatori si pongono e da cui parte la loro esplorazione. L’investimento politico però deve mantenersi costante, ossia andare al di là delle dinamiche di governo.

La sperimentazione scientifica, soprattutto se libera e creativa, non ha solo bisogno di investimenti, ma anche di tecnologie potenti, in grado di creare e contenere grandi quantità di informazioni. Una soluzione potrebbe essere quello che viene chiamato computer quantico che attraverso  nuovi software massimizza le prestazioni, riducendo soprattutto i tempi dei risultati di ricerca.

Curiosità:

Il Cumputer quantistico (o quantico) è un calcolatore che sfrutta le leggi della fisica e della meccanica quantistica, quella che studia le particelle subatomiche. La sua unità fondamentale è il bit quantistico o qubit, legato allo stato in cui si trova una particella o un atomo e le cui peculiarità permettono di svolgere i calcoli in modo molto più veloce.

Le emozioni come parte integrante dell'innovazione

Esplorando il concetto di serendipità, viene spontaneo domandarsi che ruolo hanno le emozioni all’interno della ricerca scientifica. Siamo abituati a pensare che la scienza sia qualcosa di asettico, senza sentimento, in realtà non è così. La ricerca scientifica è condotta da esseri umani che sono imperfetti, proprio perchè dotati di una “razionalità immersa in un brodo emozionale”. Se così non fosse però non ci sarebbe l’entusiasmo per le nuove scoperte. Se così no fosse non si potrebbero cogliere tutti i segnali che la realtà studiata manda ai ricercatori. Se così non fosse non ci sarebbe la serendipità.

Martina Cogliati
Content Creator Rinascita Digitale

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