CRESCERE – reagire al Covid è possibile

RESISTENZA, RESILIENZA, REAZIONE o RIVOLUZIONE? Quale consulenza per il domani?

No, prima del virus non vivevamo nel Paradiso Terrestre. Fare impresa era già molto complesso per tanti motivi, alcuni globali ed altri peculiari per l’Italia. Gli ultimi 20 anni hanno visto crescere il livello di turbolenza ambientale come mai nel passato: Nel recente passato abbiamo vissuto frequenti eventi imprevedibili, di rapida realizzazione e di elevatissima intensità: basti pensare, tra i tanti, alle Twin Towers, a Lehman Brothers, alla crisi dello spread italiano del 2011, la nascita di Amazon, la globalizzazione dei trasporti di merci e persone, l’emigrazione di massa, la digitalizzazione e ora questa pandemia; Tutto ciò impatta su settori di mercato giunti a livello di maturità, in cui però, per effetto della globalizzazione e delle innovazioni tecnologiche recenti, continuano ad entrare nuovi concorrenti, a volte anche in modo inaspettato.

A complicare le cose, anche le aspettative dei clienti sono cambiate: dalla ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo, ci si è spostati verso la richiesta di minori prezzi, minori tempi di consegna, maggiore disponibilità di colori e varianti, fino ad arrivare alla richiesta di un altissimo livello di personalizzazione, anche emozionale, eco-compatibile e con sempre più contenuti e servizi accessori.

Insomma, se 20 o 30 anni fa competere era qualcosa di simile alle annuali gare di canottaggio Oxford-Cambridge, che si tengono su acque tranquille, con percorso di gara, imbarcazioni, membri dell’equipaggio e regole uguali per tutti, fare affari oggi è più simile al rafting, dove sei costretto a combattere non solo i tuoi avversari noti, ma anche le correnti impetuose, gli ostacoli sul percorso e competitor che usano il drone, mentre il tuo settore di riferimento va sul gommone.

E ora, è arrivato lui: il Covid-19. Sono i quattro possibili atteggiamenti che ognuno di noi potrebbe prendere. Sono sintetizzabili in quattro “R”:

  • Resistere, sopportare, lasciarsi andare alla corrente e sperare che tutto torni come prima;
  • Essere Resilienti, e quindi assorbire colpo su colpo senza rompersi, cercando di essere positivi e adeguando il proprio lavoro con piccoli aggiustamenti;
  • Reagire, contrastare le rapide in cui oggi siamo costretti a navigare, combattere;
  • Rivoluzionare il proprio approccio al mercato, cambiando profondamente, mercati, servizi, prodotti, processi, canali.

Tutti e quattro questi approcci potrebbero forse funzionare, non c’è una ricetta ideale. Tuttavia, per decidere il da farsi per risalire la china, occorrerà fermarsi un momento, analizzare la situazione e recuperare un po’ di prospettiva, ricordando un noto aforisma di Seneca NON ESISTE VENTO FAVOREVOLE PER IL MARINAIO CHE NON SA DOVE ANDARE.
Restando nella metafora, potremmo forse pensare di aspettare che la bufera passi e poi riprendere il tran-tran di tutti giorni, senza modificare nulla, convinti di avere in mano tutti i mezzi per uscirne?

Oppure adattarsi, reagire, oppure cambiare tutto? Ma quale potrà essere lo scenario fra qualche mese o fra un paio d’anni? Quali difficoltà avranno gli imprenditori?

A meno che la ricerca non trovi in tempi brevi un vaccino e una cura risolutivi, qualsiasi rotta, qualsiasi atteggiamento prenderà l’imprenditore, ci sarà una estrema discontinuità tra il prima e il dopo Covid: nuovi valori, nuovi bisogni, che richiederanno nuovi prodotti e servizi, nuovi processi e canali di distribuzione, nuova mentalità e approccio. In rete ho trovato un’espressione che penso sia particolarmente efficace nel descrivere l’emergenza che stiamo vivendo. Non stiamo compiendo un tragitto a parabola che finirà per farci ricadere più o meno nello stesso ambito da cui siamo partiti, ma abbiamo imboccato una spirale di trasformazione (grazie Giovanni Viani – AppFORGOOD) che ci porterà molto probabilmente in una dimensione diversa da quella attuale.

Ogni imprenditore avrà da valutare il suo modello di business, la sua adeguatezza in funzione dell’andamento del suo settore economico e capire come potrà navigare in quel mare, tenuto conto delle proprie dimensioni e dei punti di forza o di debolezza, trovando il modo di sfruttare le nuove opportunità e di scansare le minacce. Ma un porto, una direzione, una strategia, bisognerà pure averli.

Una cosa certa è che oggi più che mai l’imprenditore sarà costretto a perseguire nuovi obbiettivi a medio termine venendo costantemente distratto dalle emergenze del quotidiano. Ricerca di liquidità a breve, gestione rapporti con le banche, gestione degli stock di materiali, nuova organizzazione del lavoro, gestione degli eventuali esuberi, approvvigionamento materie prime, ricerca di nuovi fornitori o clienti, visite a clienti e rinegoziazione contratti, aggiunta di nuovi canali, riduzione dei costi di struttura. Tutte attività importanti ed immediate tipiche della gestione caratteristica dell’azienda, tutte da eseguire subito. Ma attenzione, l’Oggi non può diventare un problema per la realizzazione del Domani ed impedire all’imprenditore di seguire un piano ordinato per l’attuazione dei suoi progetti importanti. Il futuro va fatto oggi. Non si può rinviare.

Con l’eccezione delle aziende strutturate, la piccola e media impresa italiana è ancora molto accentrata sulla figura dell’imprenditore che spesso è l’unico perno su cui tutte le vicende aziendali ruotano. E’ quindi comprensibile che in momenti come questi l’incombere del day-by-day costituisca un potente freno alla lucida realizzazione di progetti, siano essi strategie di riadeguamento, tipici di un approccio di resilienza oppure strategie di piena riconfigurazione del modello di business, più simili ad una rivoluzione. C’è quindi la necessità di un aiutante, un partner, un consigliere che possa aiutare l’imprenditore a seguire la rotta, senza essere distratto dalle problematiche di tutti i giorni. Negli ultimi anni le figure consulenziali sono andare sempre di più verso una specializzazione esasperata in cui ognuno di essi è capace di risolvere con maestria problematiche via via più complesse, perdendo in ciò capacità di valutazione di come le singole iniziative interagiscono sui meccanismi e sulle funzioni aziendali.

Anche il commercialista, che è sempre stato il fiduciario a lungo termine dell’imprenditore, ha finito per perdere la propria tradizionale funzione di approfondimento ed indirizzo verso nuove opportunità, costretto com’è a concentrarsi sulle complessità dei moltissimi adempimenti obbligatori, divenendo a sua volta un grande specialista della compliance fiscale e amministrativo-legale. Serve qualcosa di diverso, un nuovo tipo di consulenza che a costi ragionevoli permetta all’imprenditore di essere accompagnato in un nuovo percorso di crescita. Di cosa ha bisogno l’imprenditore per progettare un nuovo percorso e reagire alla discontinuità che la pandemia ha generato?

In NovaCons siamo convinti che possa servire un gruppo di professionisti che collaborando fra loro come musicisti in un’orchestra sappiano togliere la complessità e, con l’imprescindibile presenza dell’imprenditore e delle persone a lui fidate, stabilire una nuova rotta e per ridargli una salda presa sul timone. L’idea è quella di mettere in atto un processo di miglioramento continuo, una spirale di crescita che possa portare le piccole e le medie aziende verso una verifica dei possibili scenari e una riconfigurazione della propria attività o dei mercati di sbocco. Il tutto con un programma chiaro e delegabile ai collaboratori.

Come fare? Noi lo chiamiamo progetto CRESCERE. In pratica, dopo aver conosciuto l’imprenditore, l’azienda e le figure chiave che in essa operano viene formato un team di progetto e si compie un’analisi di scenario, cercando di verificarne l’evoluzione del contesto in cui l’azienda si muove. In quest’ambito si analizza il suo modello di business, rilevando vantaggi e criticità. Al termine, diventa più semplice identificare nuovi obbiettivi, la tempistica per raggiungerli, le persone coinvolte, i fattori critici da misurare e tenere sotto controllo. Ciò permette di acquisire un metodo di controllo e di stabilire una lista di cose da fare – o porto verso cui dirigersi per restare con Seneca nell’ambito della navigazione. Definita la rotta e a chi affidare il timone, dovranno essere trovati quelli che chiamiamo i Facilitatori di Crescita che il mercato o le norme di legge rendono disponibili in quel momento. Qualche riga fa si parlava di problemi di liquidità, di supply chain, di organizzazione aziendale, di riduzione di costi, di ricerca di nuovi clienti, canati, mercati. Forse non tutti sanno che da tempo esistono norme, procedure, servizi pubblici o privati che possono aiutare un piano di crescita. Stiamo parlando dei crediti di imposta o di altre agevolazioni che garantiscono un veloce sollievo alle casse aziendali, dei possibili risparmi sul costo del lavoro di dipendenti o collaboratori, di uno smart working veramente intelligente e utile, dello smobilizzo di crediti clienti in tre giorni utilizzando il web senza ricorrere alla banca, del crowdfunding, delle agevolazioni per le PMI Innovative, della formazione finanziata, delle agevolazioni per l’internazionalizzazione e di molto altro.

Nella sostanza, la nostra idea di consulenza per il domani è riacquistare quella posizione di braccio destro o di consigliere dell’imprenditore che suo malgrado il commercialista si è visto costretto a perdere nel corso degli ultimi anni per aiutarlo a crescere e a fare accadere le cose. Con questo, tuttavia, non vogliamo sostituirci al commercialista che segue l’azienda, ma più semplicemente collaborare per rendere più facile il raggiungimento di obbiettivi strategici utilizzando tutte le opportunità possibili. Nei nostri webinar e nei workshop che ne derivano entriamo in dettaglio con esempi e casi aziendali, arrivando a capire come questo nuovo modo di fare consulenza possa essere disegnato per ogni azienda.

E non dimentichiamo che il Futuro va fatto oggi.

A cura di

ROBERTO DIAFERIA
Roberto Diaferia
Founding partner Nova Cons

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