Guidare il cambiamento sociale attraverso il cambiamento personale

Oggi si parla di responsabilità civile privata e d’impresa. Per poter raggiungere Il benessere e la prosperità sociale c’è bisogno che ognuno di noi si senta coinvolto e responsabile della propria evoluzione. Senza l’evoluzione di ogni singolo individuo non ci sono le premesse per costruire un mondo di pace.

Non esiste separazione tra i grandi problemi che affliggono il mondo e quelli che affliggono l’uomo, siamo interconnessi. L’intero universo è dentro ogni essere umano; questo è l’arcano, il grande mistero!

La crisi profonda che sta vivendo l’umanità ci mostra in modo impietoso come ci siamo fin qui mossi nella direzione sbagliata. Creiamo collettivamente problemi che nessuno individualmente vuole. Diceva a tal proposito David Bohm: il pensiero crea il mondo e poi dice “non sono stato io”.

La pace vuole prosperità, la prosperità richiede evoluzione. Per avviare un percorso di evoluzione ci vuole la disponibilità a camminare e l’umiltà di affidarsi a chi ci precede nel cammino e ci da la direzione con l’esempio. Ci vuole fede, coraggio e apertura di cuore.

Ma da dove si parte per un processo di trasformazione? Qual è la strada più conveniente? Ogni teoria ha la sua ricetta vediamo brevemente tre percorsi differenti.

La Teoria U suggerisce di muoversi dalla sospensione del giudizio andando verso un ascolto attivo che partendo dal centro va verso l’esterno comprendendo tutto il campo sistemico. Si giunge poi al momento riflessivo si va in profondità fino a connettersi con la propria fonte e da qui guidati dal futuro che vuole emergere si da spazio alla trasformazione eliminando ciò che non serve più e accogliendo ciò che manca. Terzo step agire in un istante! Ormai è tutto pronto, prototipare e realizzare sarà molto più veloce e semplice.

La Scienza del sé parte invece dai bisogni non soddisfatti, e dall’indagine verso la fase cosiddetta “di programmazione” (0-6 anni) in cui troviamo strategie difensive temporanee del bambino che si trasformano in maschere e convinzioni definitive da adulto. Qui c’è da fare un lavoro di “deprogrammazione” o come dicono alcuni di guarigione per riattivare il processo di sviluppo del proprio essere, che si era fermato, verso i 10 anni. Come nella fiaba “la bella addormentata nel bosco” cadiamo in un sonno profondo fino a che qualcosa o qualcuno ci viene a risvegliare. Fatto questo, poi sarà più semplice identificare il proprio progetto di vita, modificare il proprio pensiero/ linguaggio, sviluppare l’intelligenza emotiva, utilizzare l’immaginazione, riconoscere i propri valori, virtù e competenze.Quindi si scrive tutto in un piano di sviluppo personale a medio/lungo termine per controllare il processo di cambiamento.

Il metodo Lightin infine parte dando prima di tutto le risorse energetiche per permettere il processo di trasformazione che è molto impegnativo in termini di sforzo. Offre dei catalizzatori che velocizzano e facilitano il processo di trasformazione. Riattiva le porte della percezione, porta in coerenza la persona. Alza le frequenze permette, di poter affrontare il cammino di trasformazione senza traumi e senza il rischio di doversi fermare a metà percorso. La natura poi farà il suo corso.

Peter Senge nel suo famoso libro la quinta disciplina dice chiaramente che preferisce quest’ultima strada lui la chiama metanoia. Prima la trasformazione del cuore poi tutto il resto. Anch’io sono dello stesso avviso, prima Lightin così sblocco e libero il processo naturale, poi lo facilito con La Scienza del Sé e con La Teoria U.

Letteralmente ”meta” significa sopra e “noia” viene dalla radice nous che significa intelletto. Nella primitiva tradizione cristiana o gnostica, fu utilizzato il termine conversione del cuore, esso assunse lo speciale significato di un risveglio dell’intuizione condivisa e della conoscenza diretta. Dunque metanoia è la conversione del cuore, è ridare il posto di comando a ciò che è in grado di dirigere l’intelletto verso una conoscenza diretta che non ha bisogno di studiare sui libri di scuola ma si collega direttamente alla Fonte. Dice Senge nel suo libro: “Afferrare il significato di metanoia è afferrare il significato più profondo di «apprendimento».

Oggi, infatti, il termine «apprendimento» ha perduto il suo significato centrale, perché evoca immediatamente immagini di alunni passivamente seduti nelle aule, ascoltando, seguendo quanto gli viene detto di fare e compiacendo l’insegnante, evitando di fare errori. Il vero apprendimento va al cuore di ciò che significa essere umani. Mediante l’apprendimento, noi ricreiamo noi stessi. Mediante l’apprendimento ci mettiamo in condizione di fare qualcosa che non siamo mai stati in grado di fare prima. Mediante l’apprendimento ripercepiamo il mondo e il nostro rapporto con il mondo.

Mediante l’apprendimento, estendiamo la nostra capacità di creare, di essere parte del processo generativo della vita. Nelle organizzazioni che apprendono, l’«apprendimento adattivo» deve essere rafforzato da un «apprendimento generativo», da un apprendimento che esalta la capacità di creare. La disciplina dell’apprendimento di gruppo inizia con il «dialogo», la capacità dei membri di un gruppo di mettere in mora le ipotesi precedenti e passare ad un genuino «pensare in comune». Per i greci, dia-logos indicava un flusso libero di significati attraverso il gruppo, che consentiva a quest’ultimo di scoprire intuizioni che individualmente non sarebbe stato possibile ottenere.

È interessante notare che la pratica del dialogo si è preservata in molte culture «primitive», come quella degli indiani americani, ma è quasi completamente perduta nella società moderna. Infatti, il dialogo differisce dalla più comune «discussione», che ha radici comuni con «percussione» e «scuotimento», e significa letteralmente spingere avanti e indietro le opinioni in una gara del tipo «chi vince prende tutto»”. Per realizzare la metanoia e facilitare il dialogo generativo io trovo il metodo Lightin fondamentale.

La teoria U è un processo di trasformazione per persone, organizzazioni e società, basato sul futuro che vuole manifestarsi, ma come faccio a percepirlo, se non ho aperto e allineato il cuore, la mente e la volontà? Se non riesco ad entrare in uno stato di coerenza e di flusso? Come faccio a rendere il sistema percepibile e visibile a se stesso, come lo intende Otto, se non ho prima aperto le porte della percezione? Io ritengo che a queste domande una risposta possa darla il metodo Lightin.

A cura di

Giuseppe Valenti
Giuseppe Valenti
Holistic Healer, Trainer and Coach

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