Sai proteggere e sviluppare il problem solving? | Rinascita Digitale

Sai proteggere e sviluppare il problem solving?

Problem solving in azienda - copertina articolo Magazine Rinascita Digitale

Hai mai ragionato su come sviluppare il problem solving, allenare questa skill e preservarla da meccanismi di pensiero negativi?
Come si mantiene l’indole da problem solver gestendo lamentele e stress?
Approfondiamo insieme questa competenza fondamentale in ambito lavorativo e non solo.

E tu con problem solving cosa intendi?

E’ raro trovare un CV in cui questa skill è assente, è un mindset molto apprezzato dalle organizzazioni.
Chi non vorrebbe una risorsa abile nel risolvere i problemi, anche più inaspettati?

Infatti per problem solving si intende la capacità di trovare delle soluzioni creative che forniscano una risposta efficace a problematiche non previste o mai incontrate.

Ma quando inseriamo il problem solving tra le nostre competenze, siamo sicuri di padroneggiarlo?
Già perché esiste una specifica letteratura scientifica in merito a modelli, strumenti e tecniche studiate per allenare e consolidare questa capacità.

Per citare alcuni esempi, ecco tre tecniche di pensiero non lineare che possono aiutare a sviluppare il problem solving e progettare soluzioni efficaci e creative.

visualizziamo la realtà ideale consolidatasi dopo la scomparsa del problema che stiamo affrontando, quali sono le caratteristiche di questa realtà? Possono costituire lo spunto ideale per identificare la giusta soluzione?

partiamo dalla realtà ideale, nella quale il problema è già stato risolto, e… procediamo al contrario! In questo modo possiamo scardinare ogni eventuale pregiudizio ed organizzare la nostra strategia di problem solving in micro-obiettivi.

chiediamoci quali sono le azioni che potrebbero peggiorare la situazione problematica che stiamo vivendo e stiliamone una lista. In questo modo potremo concretamente evitarle e soprattutto focalizzarci su un target di azioni diametralmente opposto.

TIP: Il miglior modo per sviluppare il problem solving quindi è praticarlo! Questa skill, che ha ben poco di astratto, si fonda sull’utilizzo continuo del pensiero non lineare. Cosa dobbiamo tenere a mente? Tipologia di problem solving utile per le nostre esigenze, ambito di utilizzo e attitudini personali.

Stress e problem solving, poli opposti?

Alti livelli di stress danneggiano la creatività, pur essendo una risposta fisiologica ed adattiva (con lo scopo di mettere in evidenza eventi allarmanti). Lo stress elevato infatti può debilitare delle capacità cognitive fondamentali tra cui l’attenzione e la memoria.

Ma facciamo un passo indietro, cosa succede quando siamo “stressati”?
Gli eventi stressanti causano l’attivazione dell’ipotalamo (struttura celebrale posta al centro del nostro encefalo) il quale innesca una serie di meccanismi fisiologici che culminano nella produzione degli ormoni dello stress: cortisolo, adrenalina e noradrenalina.

Quindi è necessario fare una distinzione tra eustress e distress, il primo indica uno stato di attivazione (“arousal”) ottimale, che ci permette di essere produttivi e mantenere prestazioni di alto livello. Il distress invece è contraddistinto da livelli di attivazione eccessivi, che possono causare risposte psicosomatiche e burnout.

Burnout Problem Solving - Magazine Rinascita DIgitale

Come controllare lo stress?

Non è facile rendersi conto di essere vittima di livelli di stress eccesivi, data la gradualità di questo processo. Però per salvaguardare la nostra capacità di pensiero laterale è molto importante imparare a conoscere la nostra fisiologia e disinnescare il sovraccarico di stress.

Come? Allontaniamoci dall’attività stressante, facciamo attività fisica o meditiamo. Approcciamoci ai problemi in maniera più “leggera”, impariamo a chiedere aiuto quando ci sentiamo sovraccaricati o in difficoltà.
Le soluzioni plausibili sono molte, ma la migliore è quella che noi stessi individuiamo per la specifica situazione.

Lagno non è guadagno

Non in ultimo anche il lamento continuo, prodotto o ascoltato, essendo una dura forma di giudizio, agisce a discapito della creatività e del problem solving.

Per lamentela non si intende la focalizzazione del problema (fase propedeutica ed utilissima ad una strategia di problem solving vincente). Né tantomeno la richiesta di aiuto (come già detto utile per disinnescare situazioni stressanti).
Per lamento si vuole intendere lo sfogo non produttivo delle proprie frustrazioni.

Lamento e cultura aziendale

Un collega che si lamenta continuamente può danneggiare anche il nostro mindset, come possiamo affrontarlo?
Ovviamente dipende dalla posizione aziendale che ricopriamo e che determinerà il tipo di relazione.
Come pari potremmo farlo sfogare e ascoltarlo, mettendo in chiaro che scaduto il tempo dedicatogli non vogliamo sentire più lamentele (“tecnica del pulpito“).

In questo senso un ruolo determinante è giocato dalla cultura aziendale.
Se funzionale, agisce da elemento di controllo nel propagarsi di meccanismi di pensiero negativo e controproducente.

Attenzione però, sarebbe poco sensato stigmatizzare tout court l’emozione sul luogo di lavoro, che è naturale vivere ed esternalizzare. L’attenzione va posta su come l’emozione viene gestita e tradotta in comportamenti. Infatti questi processi, se non monitorati, possono incidere negativamente sulle performance.

Giulia D’Innocenti
Content Creator Rinascita Digitale

 

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