Social che vai, generazione che trovi

Social e generazioni

Social che vai, generazione che trovi. Ebbene sì, anche i social si sono piegati alla dura legge del ricambio generazionale. Negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno di “emigrazione digitale” senza precedenti. Dove prima c’erano i giovani, oggi ci sono i vecchi. Un fenomeno di mutazione antropologica particolarmente interessante che sovverte le normali logiche della realtà off-line. Questa tendenza porta con sé delle conseguenze su cui vale la pena riflettere insieme.

La “piaga” dei 50enni su Facebook

In molti li definiscono addirittura una piaga. I loro post sono spesso imbarazzanti: dalla grafica, alla bassa qualità delle immagini, all’uso del raccapricciante “buongiornissimo”, o dell’invito al “kaffé?” scritto con la K che fa attorcigliare le budella. E pensare che il povero e innocente Mark Zuckerberg all’epoca aveva dato vita a Facebook solo per trovarsi una ragazza! Tutto sommato però questi “brizzolati” (per non chiamarli vecchi) fanno sorridere. Diventano teneri nel loro stile anacronistico. Si sforzano talmente tanto a stare al passo coi tempi che andrebbero quasi premiati. Fanno di tutto per uscire dallo status di Australopiteco per diventare Homo Sapiens Sapiens del digitale. È evidente però, anche a sé stessi, che stanno facendo qualcosa di anagraficamente fuori luogo.

Quello che usano non è il loro linguaggio e quello che cercano suoi social, va un po’ a cozzare con la logica del social stesso. Trasferire il mondo vissuto finora, su un mondo con logiche del tutto nuove, non può funzionare. Tutto sommato però, su Facebook i 50 enni possono ancora trovare spazio per lunghe conversazioni scritte, per un dibattito acceso e possono andare alla ricerca di amici d’infanzia.

Da Facebook a Instagram. Da Instagram a Tik Tok

Se mamma e papà si buttano su Facebook, allora noi ce ne andiamo su Instagram. È in sintesi quello che hanno fatto i giovani Millenials per proteggere i loro contenuti dagli occhi indiscreti degli adulti della famiglia. Instagram, infatti, possiede delle ottime funzionalità anti genitore, come le stories che durano solo 24 ore, dopodiché il reato non sussiste. Qui i giovani trovano anche un social-stato più adatto al loro modo di vivere la realtà e di interagire. I ventenni vanno di corsa, prediligono le immagini al testo, perché la loro attenzione è ridotta ormai ai minimi termini. Vogliono e trovano la soluzione più immediata ai loro problemi e costruiscono conversazioni a prova di direct. Ad abitare invece Tik Tok è la Generazione Alfa, i nati dal 2010 in poi, il cui linguaggio e prevalentemente visual, super dinamico e immediato. Il confine fra Stati del network non è comunque così rigido. Ma ve lo immaginate un 50 enne a ballare in modo scoordinato su Tik tok? Io no, perché quel linguaggio non gli appartiene.

Il problema dei minorenni in rete

La presenza dei minori sui social e l’uso che essi fanno del digitale, è un tema sempre molto scottante. Nonostante le rigide leggi sulla privacy che regolamentano ogni social network, la presenza dei dodicenni sulle piattaforme di Zuckerberg e su Tik Tok è sempre più rilevante. Questo fenomeno richiama all’ordine, da una parte i big del digitale e dall’altra le istituzioni di famiglia e scuola. I social dovrebbero sicuramente rivedere il loro ruolo nella tutela dei minorenni per proteggerli. I genitori e gli insegnati dovrebbero trasmettere ai giovanissimi un uso critico degli strumenti digitali, mantenendo un atteggiamento che rifugge tanto dal proibizionismo, quanto dal permessivismo.

La sfida del futuro: contaminazione e integrazione nell’era del digitale

Il gap generazionale nel mondo del digital si può superare attraverso l’integrazione e la contaminazione fra giovani e adulti. Ogni generazione porta con sé delle esperienze, dei valori, una visione della realtà e un linguaggio per esprimerla. La grande prova per gli adulti, è quella di riuscire a vedere i social con gli occhi dei loro figli, cioè come strumenti con cui essi sono nati e cresciuti e che servono non solo a divertirsi, ma anche a informarsi e a esprimere i propri talenti. Dall’altra i giovani e gli adolescenti dovrebbero mettersi nei panni degli adulti, riscoprire il valore della pazienza, l’importanza della lettura per stimolare il pensiero critico e la bellezza di instaurare e coltivare relazioni di qualità.

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Martina Cogliati
Content Creator Rinascita Digitale

 

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