Viaggio no-stop: oltre la galleria il nuovo paesaggio ti attende!

Viaggio no-stop oltre la galleria il nuovo paesaggio ti attende storie di rinascita digitale

Oggi è un’occasione speciale: decidere di fermarsi a scrivere qualcosa è un momento importante.

Si sceglie di dire: stop! E’ tempo per pensare, per radunare le idee, per riflettere, per fare “svuota cestino” nelle nostre teste. Tempo per selezionare i pensieri, decidendo di condividere quelli di più profonda leggerezza, quelli che rappresentano la nostra unicità e nello stesso tempo creare quelle connessioni necessarie per sentirci parte di un tutto.

Nella mia vita, così come in quella di tutti noi, questo evento ha impattato tanto da rendere tutto straordinario. Visto che la nostra ordinarietà si è interrotta, preferisco usare il termine “straordinario” piuttosto che altri più catastrofici, perchè sono convinta che bisogna indirizzare il nostro cervello verso nuovi percorsi virtuosi e il linguaggio in questo è fondamentale. Oggi si ha quasi imbarazzo nell’usare termini come “positivo”, “contagioso” perchè ora appartengono ad una sfera negativa, ma vale la pena recuperarli per il benessere che possono portare a noi e a chi ci sta vicino.

Sono un educatore professionale di un Centro Servizi Anziani della provincia di Rovigo e Coach diplomata a Padova e ho cercato di utilizzare, o meglio di aggrapparmi, a tutte le strategie, conoscenze e competenze per affrontare questo momento non facile, per gestire la mia emotività ed essere argine di me stessa e degli altri, in particolare di mio figlio. Mi sono più volte chiesta che cosa gli rimarrà di questo periodo, quali insegnamenti riuscirà a cogliere, che cosa un domani racconterà di questi giorni. Non so dargli la certezza temporale della fine di tutto questo, ma ho paragonato l’attuale momento ad una situazione familiare: quando andavamo in vacanza in montagna. Per raggiungere il luogo delle vacanze dovevamo attraversare gallerie più o meno lunghe. Ecco, questa pandemia è come entrare in una di quelle gallerie, ma, quando è tanto lunga, la galleria si chiama tunnel. Si entra, c’è buio, ci sono le curve, ma ad un certo punto si intravede la fine perchè arriva la luce. Si esce e spesso si trovano un clima e un ambiente diversi da quando si è entrati: le montagne alte, il cielo azzurro e un bel sole, tanto forte da doversi mettere gli occhiali per non rimanere abbagliati. All’inizio di ogni galleria c’è un cartello che ne indica la lunghezza. Quando le gallerie che incontravamo erano troppo corte, dicevamo: “Così poco?!” perchè, per cambiare scenario e paesaggio, la galleria deve essere in effetti lunga.

Ecco, ora siamo entrati in questo tunnel del Coronavirus. Mancava però all’inizio un cartello che ne indicasse la lunghezza e questa mancanza è diventata una delle incertezze più pesanti che ha destabilizzato i nostri equilibri.

Tuttavia, la rinascita – per me – sta nella consapevolezza di questo tunnel che stiamo attraversando, nella costante voglia di tenere acceso il motore della macchina, stando saldi alla guida con la speranza e la fiducia di vedere la fine. Perchè, si sa, alla fine da quella galleria si uscirà e lo stupore per la bellezza che si ritroverà al di fuori, darà la forza per proseguire ancora il viaggio.

E’ una traversata non facile: anche la vita ha le sue gallerie e non bisogna mai fermarsi nè abbandonare la fiducia, la speranza, il coraggio, l’entusiasmo e la curiosità. Mi soffermo sulla curiosità che in questo viaggio, per me, rappresenta la benzina, perchè mi ha stimolato nell’approcciarmi a nuovi ambiti, come la digitalizzazione, considerandola come una finestra sul mondo.

Rinascita significa nascere di nuovo e quindi ripartire. Ripartire da dove? Secondo me, l’invito è ripartire da ciò che ci rende piccoli, ancorandoci al nostro “Io bambino” che è dentro di noi. Quello che non si dovrebbe mai assopire neanche a 100 anni. Quello che ci spinge per curiosità ed entusiasmo a non fermarci, a rialzarci dalle cadute, ad avere la voglia di esplorare nuovi mondi, nella certa fiducia che al di là del tunnel si ritrova il sereno.

Auguro a tutti, a coloro che fanno fatica a rialzarsi, a coloro che credono che tutto sia finito, a coloro che stentano a trovare la motivazione per affrontare le giornate, di riscoprire dentro di sè il proprio “Io bambino”, di guardarlo in faccia, di lasciarsi prendere per mano, di fidarsi ancora. Perchè nessuno sa essere più contagioso di un bambino, nessuno più di lui sa stupirsi e meravigliarsi, nessuno più di lui sa farci rinascere verso un nuovo e più consapevole essere adulti.

Buon viaggio dentro e fuori di sè!

 

di Maria Paola Berti

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